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Quanto costa un software per le recensioni

Cercare quanto costa un software per le recensioni è una domanda onesta a cui quasi nessuno risponde con un numero. Le pagine dei fornitori dicono «richiedi un preventivo», i comparatori riportano prezzi americani, e alla fine ti tocca chiamare qualcuno.

Qui trovi le fasce reali del mercato italiano, le voci che fanno lievitare il conto e i tre calcoli da fare prima di firmare qualsiasi cosa.

Le tre fasce di prezzo, e cosa cambia davvero

Sotto i 20 € al mese. Di solito è un generatore di QR con poco altro: crea il link alla tua scheda Google e lo trasforma in codice. Funziona, ma non raccoglie contatti, non ti dice quanti clienti hanno scansionato e non ti dà nessun modo di ricontattare chi è passato. È un francobollo digitale.

Fra i 25 e i 70 € al mese. È la fascia dove sta la maggior parte degli strumenti pensati per attività locali italiane. Qui trovi il QR, la raccolta dei contatti, una dashboard con i numeri, di solito l'invio su WhatsApp e la gestione di più punti vendita. È la fascia che ha senso per un'attività singola.

Oltre i 150 € al mese. Piattaforme di reputation management, spesso americane, pensate per catene con decine di sedi: monitoraggio su più portali, gestione dei permessi, integrazioni con CRM aziendali. Se hai un ristorante o un salone, stai pagando funzioni che non userai.

La domanda giusta non è «quanto costa» ma «cosa fa mentre io lavoro». Le differenze di prezzo dentro la stessa fascia dipendono quasi sempre da una cosa sola: se lo strumento si limita a portare il cliente su Google, oppure se ti lascia in mano anche il suo contatto.

Le voci che non trovi in homepage

Il canone è la parte facile. Prima di firmare, chiedi per iscritto queste cinque cose.

  • Costo di attivazione. Alcuni fornitori chiedono un setup una tantum di qualche centinaio di euro, soprattutto se sono agenzie che rivendono.
  • Costo dei messaggi. Se il sistema manda WhatsApp o SMS, quelli si pagano a consumo e non sono inclusi nel canone. È la voce che sorprende di più a fine mese.
  • Limite di contatti. Molti piani hanno un tetto mensile: superato quello, o paghi un extra o il sistema si ferma. Chiedi cosa succede esattamente al superamento.
  • Sedi aggiuntive. Se hai due locali, spesso il secondo si paga a parte.
  • Durata del vincolo. Dodici mesi o mese per mese cambia molto se lo strumento non funziona come speravi.

Un dettaglio che vale i cinque minuti della domanda: chiedi di chi sono i dati dei clienti raccolti e in che formato puoi esportarli se un giorno cambi fornitore.

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Il conto da fare prima di decidere

Non serve un business plan, servono tre numeri che conosci già.

1. Quanto vale un cliente per te. Scontrino medio moltiplicato per quante volte torna in un anno. Per un ristorante può essere 30 € × 4 = 120 €. Per un salone 35 € × 8 = 280 €.

2. Quanti clienti in più ti servono per pagare il canone. Se lo strumento costa 29 € al mese, cioè 348 € l'anno, e un cliente ne vale 120, ti servono tre clienti nuovi in tutto l'anno per andare in pari.

3. Quanti contatti raccogli in un mese. Questo è il numero che quasi nessuno considera e che spesso vale più delle recensioni: se in un mese raccogli anche solo 60 numeri di telefono di clienti reali, quella lista è un patrimonio che resta tuo.

Fatti questi tre conti, la domanda «costa troppo?» di solito si risolve da sola.

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E le soluzioni gratuite?

Il link diretto alla recensione Google è gratis e puoi generarlo da solo: lo spieghiamo in link diretto per recensioni Google. Trasformarlo in QR con un generatore online, idem. Se hai poco volume e tanta pazienza, può bastare.

Quello che il fai-da-te non ti dà è il resto: sapere quante persone hanno scansionato, raccogliere il contatto di chi è passato, mandare il vantaggio in automatico, ricontattare i clienti a distanza di mesi. E soprattutto non ti dà continuità: i sistemi gratuiti funzionano finché qualcuno si ricorda di usarli.

C'è poi un costo invisibile che nessuno mette a bilancio: il tempo di chi lavora con te. Chiedere la recensione a voce, ricordarsi di farlo, annotare i contatti su un quaderno e poi ricopiarli da qualche parte sono minuti che qualcuno paga. Dieci minuti al giorno di lavoro di sala, in un anno, valgono molto più del canone di qualsiasi strumento di questa fascia.

E c'è un secondo costo, più difficile da vedere: i contatti che non raccogli. Ogni cliente che esce senza lasciare un modo per essere richiamato è una vendita futura che dipende solo dal caso. Non compare in nessun conto economico, ma è la voce più cara di tutte.

Se vuoi partire dal metodo prima che dallo strumento, il punto di partenza è come ottenere più recensioni Google; per il quadro generale del funzionamento delle recensioni, la guida completa.

Due cose per cui non vale mai la pena pagare

Le recensioni comprate. Costano poco e sembrano una scorciatoia, ma le piattaforme le individuano e la sanzione colpisce la tua scheda, non chi te le ha vendute. In Italia acquisto e cessione di recensioni sono vietati per legge. I dettagli in comprare recensioni Google: i rischi.

Gli strumenti che selezionano chi invitare. Chi ti promette di «intercettare gli scontenti prima di Google» ti sta vendendo un rischio, non una funzione. L'invito va rivolto a tutti allo stesso modo. Sul quadro normativo aggiornato: Legge 34/2026, cosa cambia.

Come si colloca Recensia

Recensia parte da 29 € al mese, senza costo di attivazione, con prova di 14 giorni e senza carta di credito. Nel canone ci sono il QR, la raccolta dei contatti, la dashboard e la consegna del vantaggio; i messaggi WhatsApp in uscita si pagano a consumo, come per tutti, e li vedi prima di spenderli.

Il criterio con cui è costruito è quello del punto 3 del conto di sopra: l'invito alla recensione è uguale per tutti, il vantaggio è legato all'iscrizione e non al voto, e il contatto del cliente resta tuo. Se hai un ristorante, il funzionamento nel tuo caso specifico è descritto in Recensioni Google per ristoranti.

Domande frequenti

Qual è il prezzo medio di un software per recensioni in Italia?

La fascia in cui si colloca la maggior parte degli strumenti pensati per attività locali va dai 25 ai 70 euro al mese. Sotto i 20 euro trovi in genere solo generatori di QR senza raccolta contatti; sopra i 150 sei nelle piattaforme di reputation management per catene con molte sedi.

I messaggi WhatsApp sono inclusi nel canone?

Quasi mai, e questa è la voce che sorprende di più. I messaggi in uscita hanno un costo per messaggio fissato dalla piattaforma e si pagano a consumo. Chiedi sempre il costo unitario e se esiste un tetto di spesa: è la differenza tra un conto prevedibile e una sorpresa a fine mese.

Conviene farlo da soli con un QR gratuito?

Se hai poco volume può bastare: il link alla recensione Google è gratuito e trasformarlo in QR anche. Quello che il fai-da-te non dà è sapere quante persone hanno scansionato, raccogliere il contatto di chi è passato e poter ricontattare i clienti dopo mesi.

Come capisco se il costo si ripaga?

Con tre numeri che già conosci: quanto vale un cliente in un anno, quanti clienti nuovi servono per coprire il canone, quanti contatti raccogli in un mese. Se un cliente vale 120 euro e il canone annuo è 348, bastano tre clienti nuovi in dodici mesi per andare in pari.

Ci sono vincoli di durata?

Dipende dal fornitore: alcuni chiedono dodici mesi, altri lavorano mese per mese. È una domanda da fare prima di firmare, insieme a quella su chi possiede i dati dei clienti raccolti e come puoi esportarli se cambi strumento.

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